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da Roberto Cantiere

Infissi che Cigolano – Cosa Fare

Il cigolio degli infissi è un fastidio che trasforma ogni apertura in un piccolo concerto indesiderato. Può sembrare un problema banale, ma dietro quel suono si nascondono attriti, deformazioni, essiccazioni dei materiali e a volte veri e propri difetti di regolazione. Risolverlo in modo duraturo richiede un approccio ordinato: comprendere la causa, ripristinare pulizia e lubrificazione laddove serve, verificare che l’anta lavori nei giusti allineamenti e proteggere le parti mobili perché il rumore non torni dopo poche settimane. In questa guida troverai un percorso pratico e approfondito per riportare finestre e porte finestre al silenzio, rispettando materiali e finiture, senza scorciatoie che sporcano o attirano polvere. Una sezione dedicata allo spray al silicone chiarirà perché è spesso la scelta più intelligente in ambienti domestici.

Indice

  • 1 Capire da dove nasce il cigolio
  • 2 Pulizia preliminare e ripristino delle condizioni di scorrimento
  • 3 Spray al silicone: quando, come e perché
  • 4 Differenze tra legno, alluminio e PVC quando si lubrifica
  • 5 Regolazioni dell’anta e importanza dell’allineamento
  • 6 Guarnizioni: condizionarle per evitare scricchiolii
  • 7 Rumori da maniglia, riscontri e martellina
  • 8 Stagioni, umidità e movimenti del telaio
  • 9 Quando il problema è strutturale e serve un tecnico
  • 10 Buone abitudini per mantenere gli infissi silenziosi
  • 11 Conclusioni

Capire da dove nasce il cigolio

Un infisso cigola quando due superfici scivolano tra loro con attrito irregolare. Nei serramenti il teatro del suono è abbastanza prevedibile: cerniere ossidate o a secco, perni e boccole con giochi anomali, forbici di apertura vasistas prive di film lubrificante, martelline che lavorano su quadri e riscontri non più scorrevoli, guarnizioni indurite che sfregano sul profilo, vetri che si muovono in fermavetri con clip non più elastiche, telai che in alcune stagioni si dilatano e toccano i coprifili. L’umidità e la polvere enfatizzano tutto, perché creano una pasta abrasiva che graffia microscopicamente le superfici e cambia il timbro del rumore. È fondamentale localizzare il punto esatto del cigolio prima di intervenire: aprire l’anta lentamente, ascoltare quando il suono inizia e si interrompe, premere delicatamente in aree diverse per capire se è la cerniera bassa, quella alta, la ferramenta centrale o la guarnizione a generare il fenomeno. Questa micro diagnosi evita di cospargere lubrificante ovunque, soluzione che placerebbe il problema solo per poco e lascerebbe residui ovunque.

Pulizia preliminare e ripristino delle condizioni di scorrimento

Qualunque lubrificazione funziona bene solo su superfici pulite. Prima di prendere una bomboletta conviene rimuovere polvere, residui di vecchi lubrificanti secchi, granelli di sabbia e piccoli frammenti di vernice dalle aree in movimento. Un panno leggermente inumidito con detergente neutro è spesso sufficiente per perni e piastre visibili; per scanalature e zone strette una piccola spazzola morbida o un cotton fioc aiuta a far uscire lo sporco che non si vede ma si sente. Se una cerniera è visibilmente ossidata, una goccia di sbloccante a bassa viscosità facilita la pulizia, ma va usato con misura e poi rimosso per non lasciare aloni. Le guarnizioni meritano un passaggio a parte: la grafite, il pulviscolo e il grasso depositati ai bordi del telaio generano scie scure e aumentano gli attriti; un detersivo delicato e un panno non abrasivo restituiscono elasticità senza seccarle, preparando il terreno a un condizionamento successivo.

Spray al silicone: quando, come e perché

Lo spray al silicone è spesso il miglior alleato contro il cigolio domestico perché crea un film molto sottile, pulito e idrofobico che riduce l’attrito senza attirare polvere. A differenza degli oli minerali densi, non lascia colature, non macchia i tessuti vicini e non altera vernici e ossidazioni protettive dei profili in alluminio o acciaio. È particolarmente indicato su cerniere moderne di finestre in PVC e alluminio a taglio termico, sulle guide e forbici delle aperture a ribalta, sui riscontri di chiusura e sulla martellina, ma funziona bene anche sulle guarnizioni in EPDM o TPE quando scricchiolano contro il profilo. L’applicazione richiede due attenzioni: una superficie asciutta e pulita e un’erogazione mirata. Spruzzare direttamente può andare bene sulle cerniere con accesso comodo; nelle zone a vista è preferibile spruzzare su un panno e trasferire il prodotto per evitare eccessi. Dopo l’applicazione, un’apertura e chiusura ripetuta dell’anta distribuisce il film dove serve, mentre un panno asciutto elimina l’eccedenza per evitare che il silicone si spanda su vetri e pareti. Se il rumore è causato da guarnizioni che sfregano, una passata sottilissima lungo tutto il perimetro modifica subito la scorrevolezza, ma va ripetuta con moderazione a distanza di mesi, non di giorni. Il silicone non è uno sbloccante e non scioglie ossidi pesanti: se la cerniera è grippata serve prima liberarla, poi proteggerla con lo spray.

Differenze tra legno, alluminio e PVC quando si lubrifica

Ogni materiale ha le sue esigenze. Un infisso in legno verniciato sopporta male lubrificanti che colano o prodotti aggressivi che possono opacizzare la finitura; qui il silicone spray, dato a panno, è il più rispettoso, e nelle cerniere tradizionali con perno a vista una goccia di olio sintetico fine solo sul perno asciugato subito dopo evita fuoriuscite. I serramenti in alluminio anodizzato o verniciato non gradiscono lubrificanti a base di solventi aromatici che possono attaccare la finitura; le ferramenta sono spesso di precisione e beneficiano di un velo di silicone o di un grasso tecnico molto leggero nei punti di massima pressione. Il PVC non tollera prodotti a base di idrocarburi aggressivi che possono gonfiare guarnizioni o opacizzare; anche qui il silicone è la scelta più pulita su guarnizioni e parti in scorrimento, mentre sui meccanismi interni un lubrificante specifico per ferramenta, usato con micro dosi, restituisce silenzio senza sporcare.

Regolazioni dell’anta e importanza dell’allineamento

Quando il cigolio persiste nonostante la lubrificazione, è probabile che l’anta non lavori più con i giochi corretti. I serramenti moderni hanno regolazioni millimetriche su cerniere e forbici che permettono di alzare, abbassare, avvicinare o allontanare l’anta dal telaio. Una leggera caduta nel tempo fa sì che l’anta tocchi su un punto del telaio e sfregando produca un cigolio cupo. Agire su una vite eccentrica della cerniera inferiore può riallineare; altre volte è la cerniera superiore o la forbice della ribalta a richiedere mezzo giro per guadagnare un millimetro. Queste micro regolazioni vanno fatte con calma, segnando la posizione di partenza per poter tornare indietro, e provando l’apertura a ogni step. Il segno luminoso lasciato dall’attrito sul profilo o sulla guarnizione indica dove l’anta tocca; liberare quel punto con un aggiustamento elimina il rumore alla radice. Nei serramenti vecchi con cerniere semplici, la sostituzione della rondella di spallamento o del perno allentato è un rimedio semplice e spesso risolutivo.

Guarnizioni: condizionarle per evitare scricchiolii

Le guarnizioni non cigolano solo quando sono secche; a volte è la loro perfetta aderenza su un profilo molto pulito a generare un piccolo effetto “ventosa” udibile. Ripristinare elasticità e scorrevolezza con un condizionante a base di silicone o glicerina riduce il fenomeno e allunga la vita della gomma, che altrimenti si screpola. Questo intervento migliora anche la qualità di chiusura, perché l’anta scorre sull’EPDM invece di stirarlo. È importante evitare oli vegetali o spray non specifici che nel breve sembrano ammorbidire ma in realtà degradano la gomma. Dopo il trattamento la guarnizione appare lievemente più scura e setosa, e lo sforzo alla maniglia si riduce, soprattutto sui telai con molte mandate.

Rumori da maniglia, riscontri e martellina

La maniglia che cigola non sempre ha bisogno di lubrificante. Spesso è il quadro che scorre nella scatola della martellina a generare micro attrito perché il fissaggio si è allentato o perché la placca maschera preme in modo anomalo. Stringere le viti della martellina con delicatezza, mantenendo l’allineamento, elimina giochi che producono rumori e consente al lubrificante di fare il suo dovere nelle parti meccaniche interne. I riscontri di chiusura sul telaio possono emettere un suono metallico quando la testina del nottolino li sfiora; un velo di silicone o, dove previsto dal costruttore, un micro tocco di grasso PTFE sulla superficie di contatto riduce l’attrito senza sporcare. Anche qui la pulizia è essenziale, perché polveri metalliche e sabbia trasformano i riscontri in carte abrasive sonore.

Stagioni, umidità e movimenti del telaio

Molti cigolii sono stagionali. In inverno il legno si ritira e il PVC si irrigidisce, modificando micro giochi e rendendo più evidente l’attrito su alcuni punti. In estate, al contrario, il calore espande materiali e dilata la ferramenta, cambiando la pressione sul perimetro. Sapere che il rumore aumenta in certi periodi aiuta a scegliere interventi proporzionati: una leggera lubrificazione e un controllo dei serraggi bastano, mentre grandi regolazioni rischiano di creare problemi opposti quando cambierà la stagione. Se il balcone è molto esposto, la polvere fine trasportata dal vento si deposita nelle cerniere e sulle guarnizioni; una pulizia più frequente durante i mesi secchi previene il ritorno del cigolio e preserva la dolcezza di manovra.

Quando il problema è strutturale e serve un tecnico

Capita che il cigolio sia la spia di un problema più serio. Un’anta che ha preso gioco perché i fissaggi delle cerniere nel legno non mordono più, una deformazione del profilo in alluminio per un urto, una ferramenta deformata per una chiusura forzata, un’anta fuori squadro che sfrega per tutta la corsa: in questi casi la lubrificazione maschera ma non risolve. Se noti che la maniglia fatica in un punto preciso, che la chiusura non è più uniforme o che l’anta tocca vistosamente su un bordo, è prudente fermarsi. Un serramentista può sostituire la cerniera con una di pari interasse, inserire bussole di rinforzo nei fori laschi, raddrizzare un’asta forbice, verificare regolazioni che senza esperienza è facile invertire. È un investimento che evita danni progressivi alla ferramenta e riporti allineamenti corretti che restituiscono silenzio.

Buone abitudini per mantenere gli infissi silenziosi

Il silenzio si conserva più facilmente di quanto si riconquisti. Programmare una piccola manutenzione due volte l’anno, magari in coincidenza con l’ora legale, fa la differenza: una pulizia accurata dei profili, delle guarnizioni e dei punti in movimento, una passata leggera di spray al silicone dove serve, un controllo dei serraggi, un’occhiata alle viti e ai perni. Tenere lontani solventi aggressivi, evitare di forzare la maniglia quando l’anta è ostacolata da tapparelle o zanzariere, asciugare l’acqua di condensa nelle giornate fredde preservano nel tempo i micro film lubrificanti e i trattamenti superficiali. Una finestra silenziosa è una finestra che scorre in equilibrio: la tua cura periodica è ciò che mantiene quell’equilibrio senza dover ricominciare ogni volta da zero.

Conclusioni

Un infisso che cigola non è una condanna. Nella stragrande maggioranza dei casi bastano pulizia, una lubrificazione mirata e, dove necessario, un piccolo aggiustamento per ritrovare la fluidità originaria. Lo spray al silicone si conferma l’attrezzo giusto per il contesto domestico, perché protegge senza sporcare e perché rispetta materiali e finiture moderne. La differenza tra un intervento che dura e uno che funziona per un giorno è tutta nella diagnosi precisa del punto rumoroso e nell’ordine delle azioni: prima si pulisce, poi si lubrifica, infine si regola. Quando la causa è più profonda o strutturale, il tecnico completa il percorso con ricambi e competenze che mettono al riparo da errori. Con queste attenzioni gli infissi tornano muti, le manovre leggere e il comfort domestico guadagna quel silenzio di fondo che fa sembrare ogni gesto naturale, com’era quando li hai montati.

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Roberto Cantiere

About Roberto Cantiere

Roberto è un appassionato di innovazione e tecnologia, e cerca sempre di tenersi al passo con le ultime tendenze del settore. Oltre al blog, è attivo anche sui principali social network, dove condivide notizie e consigli utili per la cura e la manutenzione della casa e del giardino.
Le guide e i consigli di Roberto si distinguono per la loro semplicità ed efficacia, rivolgendosi sia ai professionisti del settore che agli appassionati del bricolage.

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